Mauro

Caniggia Nicolotti

Guida Turistica

della Valle d'Aosta

62, viale Federico Chabod

11100 Aosta (Valle d'Aosta)

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I MISTERI DELLA CATTEDRALE

(Dietro ai veli che celano curiosità,

misteri, gustosi aneddoti...)

UNA CURIOSA VISITA AL TEMPIO

 

- visita (1 ora): 50,00 €

  • Il sito della Cattedrale
  • La facciata e le sue particolari rappresentazioni
  • L'antica via del re Gontrano
  • Un giglio salvò la chiesa
  • I prigionieri
  • San Grato di Aosta e la mascella di San Giovanni Battista
  • L'assassinio di san Tommaso Becket e sant'Anselmo di Aosta
  • Il coro: circondati da centinaia di occhi... più due
  • Lo strano caso del sarcofago del conte Tommaso II di Savoia
  • La cappella del Rosario
  • Quando lo Stato valdostano si votava a Gesù

Un giro classico al Duomo prevede, in genere, una visione di tutto ciò che offre la chiesa, ma se ci si concentra solo su alcuni fatti suggestivi (e ..., forse, anche legati tra loro) la storia della cattedrale si svela alzando molti veli... anche quelli più nascosti...

Un piccolo "Vaticano" ad Aosta

Una efficace sintesi sulla topografia del quartiere si trova nel n. 2 (13), marzo aprile 2001,  della rivista aostana "Candide", dove Mauro Caniggia Nicolotti descrive la sua azione nell'articolo "Alla ricerca della pietra delle immunità". A. Celi 2004, Il Comune di Aosta dal Medioevo alla fine dell'Ancien Régime 1470-1770, in T. Omezzoli (a cura di) Il Comune di Aosta Figure, istituzioni, eventi in sei secoli di storia, p. 7, n. 17.

Alla ricerca della pietra delle immunità

di Mauro Caniggia Nicolotti

in Candide, 2 (13), marzo-aprile 2001.

 

Fin dal Medioevo esisteva in Aosta una sorta di piccolo Vaticano valdostano1, un quartiere ecclesiastico dotato di diritto di asilo: si trattava dell’area oggi compresa tra piazza Roncas (ovest), via De Sales (sud), via De Maistre (est) e via abbè Chanoux (nord).
Questa zona contava quattro oratori - detti, appunto, immunitès - posizionati presso ciascun punto cardinale; uno di questi è ancora visibile all’intersezione tra piazza Roncas, via Forum e via Saint-Joconde.
Inoltre, la “cittadella” poteva essere dotata, forse al pari del borgo di Sant’Orso, di una cinta2; ricordiamo che fin dal 1191 la Carta delle Franchigie di Aosta autorizzava il corpo ecclesiastico a  far circondare con un muro di cinta sia le chiese, sia le loro case.3

L’intero quartiere aveva come fulcro l’attuale via Saint-Joconde che - permettendo l’accesso ai numerosi canonicati e alle case destinate al beneficio delle diverse cappellanie - era in passato conosciuta con il nome di rue supériere des Prêtres4; quella detta infèrieure oppure dessous des Prêtres corrispondeva, invece, all’attuale direttrice intitolata a Saint-Bernard de Menthon. A nord, inoltre, il quartiere vantava una porta che dava accesso sul faubourg Paillet (attuale via abbè Chanoux). Si trattava della porta detta Poteine o Porteine, le cui tracce sono ancora oggi visibili.

Fino al 1808, presso questo piccolo quartiere, si svolgeva l’importante processione detta delle Immunitès, che ogni 24 agosto, giorno dedicato alla Cattedrale di Aosta, faceva tappa presso gli oratori di cui sopra.
Tramite l’indicazione di una notizia fino ad oggi inedita, veniamo a conoscenza che il limite orientale della “cittadella” non si spingeva fino verso all’antica porte Pertuise (via Xavier de Maistre), ma si arrestava quasi 100 metri prima, lungo via Saint-Joconde.
Il confine era indicato da una pietra - Pierre indiquant fin de l’immunitè ecclesiastique5 - che esiste tutt’oggi e si trova sul muro posto di fronte alla sede dell’Istituto Musicale di Aosta.
La pietra esiste ancora ma è occultata dall’intensa vegetazione.
L’abbiamo infatti ritrovata coperta di terra e sotto l’abbondante fogliame di una pianta che, per diversi metri, è tenacemente aggrappata al bordo superiore del muro.

Di fronte alla pierre si ergeva una torretta che faceva corpo unico con una casa che fu ricostruita dopo un incendio scoppiato nel 1832. Tragico evento che distrusse anche l’abitazione che le poggiava ad ovest, la quale era addirittura bariolée et couverte dehors de medaillons avec inscript. gallerie maison iceux au Dauphin à Nus.6

 

(1) Espressione che ci permettiamo di prendere in prestito dal testo L’Ordinaire de la Cathèdrale d’Aoste di R. Amiet e L. Colliard, in “Monumenta Liturgica Ecclesiæ Augustanæ” vol. IV, p. 39, (Archives Historiques Régionales, Aoste 1978). (2) Ibidem, p. 39. (3) Si vero clerici ecclesiam et domos suas claustrali muro circumdare voluerint, sine contradicione facere valeant. (4) Per la verità questa via, durante il corso dei secoli, ha assunto diverse denominazioni quali Saint-Sauveur, des Prêtres, des Princes, des Centurions e, infine, Saint-Joconde. (5) Archives du Grand Sèminaire d’Aoste, XCIV B 44, Notes historiques sur les rues d’Aoste. (6) Ibidem.

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