Mauro

Caniggia Nicolotti

Guida Turistica

della Valle d'Aosta

62, viale Federico Chabod

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I SEGRETI A SANT'ORSO

(Il complesso medievale del Borgo)

IL MOSAICO E IL QUADRATO MAGICO

 

- visita (1 ora): 50,00 €

Itinerario di visita

 

Visita incentrata sul mosaico - risalente alla metà del XII secolo e situato presso il coro della Collegiata di Sant'Orso - rinvenuto nel 1999.

L'opera musiva rivela, tra le altre simbologie, il famoso quadrato magico. La visita, molto curiosa, è contestualizzata nell'ambito del complesso ursino: spiegazioni origini del sito e visita anche alla cripta e ad alcuni capitelli del chiostro romanico.

Il Borgo di Sant'Orso di Aosta

Il complesso medievale di Sant'Orso presenta una serie di testimonianze religiose di grande importanza storica e artistica. La Collegiata ursina è il fulcro intorno al quale gravitano il suo alto campanile romanico (metà XII secolo), il plurisecolare tiglio (inizi Cinquecento), il palazzo priorale in stile rinascimentale, i resti della basilica paleocristiana e il magnifico chiostro istoriato (metà XII secolo).

La chiesa collegiata, dunque, è lo scrigno su cui fare perno e presso cui il visitatore è chiamato ad ammirare i tesori che l'arte ha lasciato con la stratificazione del tempo. In queste poche righe che seguono, ci concentriamo solo su alcune curiosità sperando che il visitatore venga a trovar sazietà in loco...

 

Il mosaico del coro della Collegiata e... il suo "quadrato magico"

Il mosaico in oggetto è stato ritrovato nel 1999 a seguito di alcuni scavi archeologici. L'opera, che si trova presso il coro della collegiata, è un tappeto musivo a base quadrata di lato 3,02 metri.

Al centro, iscritto in un grande medaglione, vi è una rappresentazione di Sansone che sta smascellando un leone; si tratta della prefigurazione di Cristo che combatte il male. A coronamento dell'immagine vi sono le parole del cosiddetto quadrato magico. Conosciuto fin dall'antichità - un esemplare è stato trovato su di una colonna della palestra di Pompei - il cosiddetto "sator" è generalmente rappresentato come un rettangolo. Ad Aosta, invece, i maestri ursini sono stati in grado di rappresentarlo in maniera circolare trovando così non la famosa quadratura del cerchio, bensì la cerchiatura del quadrato. Infatti, al posto di utilizzare le cinque parole che compongono il famoso quadrato (rotas, opera, tenet, arepo, sator) ne hanno composte solo due e mezzo giocando sulla specularità della loro posizione. Il risultato finale, dunque, è il medesimo, ma certamente lo stratagemma utilizzato denota una grande intelligenza, il cui risultato d'insieme non ha riscontri altrove.

Avvolgono il cerchio del “sator” una serie di nodi a loro volta inscritti in una frase circolare.

Gli spazi ai quattro angoli ospitano altrettante figure. Un leoncino (ad est), un caradrio (a nord), un drago (ad ovest) e un uomo metà pesce con un serpente sulle spalle (a sud).

 

Siamo pronti, ovviamente, a raccontarvi il resto svelandovi i frutti delle nostre ricerche...

 

Fonte: I misteri del quadrato magico di Aosta (2013) di Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti.

(maggiori approfondimenti sul libro alla pagina facebook)

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